Scheda tecnica
Foto della via di salita

Appennino Marchigiano

GOLA DELLA ROSSA

Paretone Oggioni

Via Badiali - Conti


SCHEDA TECNICA

Gruppo montuoso: Appennino Marchigiano
Cima: Monte Murano (m. 882) - Paretone Oggioni
Versante: Sud Sud Est
Via di salita: Via Badiali - Conti
Grado di difficoltà: TD (in arrampicata libera)
Lunghezza della via: 213 metri
L1 = 30 metri - V-
L2 = 22 metri - VII/A0, V-, IV+
L3 = 32 metri - V+, VI-/A0, V-
L4 = 32 metri - V-, VI/A0, IV+
L5 = 32 metri - IV+, V, VI/A0
L6 = 37 metri - IV+, III
L7 = 28 metri - IV, II
Cenni storici: Apritori Renato Badiali e Giovanni Conti. Terminata da Lino Liuti e Giancarlo Alessandrini.
Notizie: La Via Badiali - Conti si svolge su quella parete alta circa 200 metri denominata Paretone Oggioni. Nel lontano luglio del 1961, Renato Badiali e Giovanni Conti, individuarono una prima linea di salita che sfruttava i punti deboli della parete, a destra del grande anfiteatro di strapiombi gialli. La via fu poi portata a termine il 31 agosto del 1969 da Lino Liuti e Giancarlo Alessandrini, che generosamente la chiamarono Badiali-Conti. Ha mantenuto uno spiccato carattere alpinistico: chiodatura in parte datata da integrare con protezioni veloci, roccia buona ma con tratti friabili o sporchi, un selvaggio canale finale. Una salita che vale la pena di ripetere per la sua bella linea, ma anche per apprezzare quale passione doveva animare gli apritori, date le tecniche e i materiali dell'epoca. La via segue i punti deboli, quindi ha una linea piuttosto tortuosa. La ritirata in doppia, se non si conoscono le soste delle altre vie in parete, non è agevole.
Avvicinamento: Per raggiungere la Gola della Rossa si esce dal casello autostradale di Ancona Nord, e si prende la SS 76 della Valle dell'Esino seguendo le indicazioni per le Grotte di Frasassi. Dopo una trentina di chilometri, superate le gallerie che oltrepassano la Gola della Rossa, si esce dalla statale allo svincolo con segnaletica Sassoferrato/Grotte di Frasassi. Poco dopo, ad un successivo bivio, si prosegue per Falcioni. Oltrepassato il paese la strada scende attraversando prima la ferrovia poi il fiume Esino in prossimità della Palestra di arrampicata di Ponte Chiardovo. Si prosegue ancora per qualche centinaio di metri seguendo a un bivio la strada di sinistra fino ad arrivare in prossimità dell'ingresso della Gola della Rossa dove si parcheggia l'auto. Lasciata l'auto ci si incammina lungo la vecchia strada asfaltata che durante la settimana viene utilizzata per le attività estrattive e che nei fine settimana e nei giorni festivi viene aperta al pubblico per attività ricreative e turismo. La si percorre per quasi tutta la sua lunghezza oltrepassando, prima una cava e un viadotto della nuova statale, poi l'imponente pilastro di roccia percorso da diverse vie storiche (Via delle Placche, Via Sabbatini, Via M.G.M., Via Spallone del vento, Via Mosca/Cotichelli). In prossimità della grande cava posta all'ingresso opposto della Gola in alto sulla sinistra la vista si apre sulla grandiosa parete alta circa 200 metri denominata Paretone Oggioni. Si abbandona la strada risalendo per tracce il ripido zoccolo erboso puntando a un evidente antro alla base della parete a destra del grande anfiteatro. Giunti alla base dell'antro, salire sul pulpito di sinistra dove un grosso ginepro e una freccia rossa sbiadita, indicano l'attacco.
Materiale: Normale dotazione alpinistica completa di 10 rinvii, serie di nut, friends Camelot fino al 3, martello e chiodi, cordini molti e assortiti.
1° Tiro Diritti per placche e diedri aperti fessurati, che con eleganti passaggi in spaccata conducono su un pilastro dove si sosta su 1 fix e 2 chiodi.
2° Tiro Salire la placca fessurata e chiodata; giunti sotto un giallo strapiombo traversare decisamente a sinistra e rimontare la cengia (vecchia sosta); proseguire sul filo dello spigolo e sostare poco dopo su 2 fix.
3° Tiro Salire la rampa a destra fino ad uno strapiombo; superarlo e proseguire per un friabile caminetto, quindi obliquare a sinistra puntando a due consecutivi fessuroni formati da costole staccate. Dopo una sporca rampetta si sosta su 1 spit e 1 chiodo.
4° Tiro Superare il ginepro e la paretina incombente; giunti su un terrazzino terroso attaccare in obliquo verso destra la parete grigia molto bella, dove una scaglia rotta obbliga ad un difficile passaggio. Traversare sempre verso destra e quindi verticalizzare ad un terrazzino monolitico con grosso ginepro di sosta.
5° Tiro Traversare verso destra su terra ad un chiodo; attaccare la placca alberata e portarsi alla base destra del grande tetto. Salire sul pilastro e verso destra in obliquo su rocce articolate fino ad un chiodo da dove un esposto e difficile traverso a destra porta alla base del canale finale. Sosta su grosso leccio.
6° Tiro Scalare il compatto diedro sopra la sosta: protezione possibile al primo grosso ginepro dopo circa 8 metri; proseguire tra detriti e vegetazione fino ad un bel caminetto di buona roccia; salirlo ed evitare lo strapiombo di uscita verso sinistra; sul lato destro del canale clessidra e spuntone gialli di sosta.
7° Tiro Proseguire nel canale. Scalare direttamente un po' a sinistra un placcone rotto; quindi su gradoni via via più facili e roccette, raggiungere i primi bolli rossi. Sosta su spuntoni.
Discesa: Salire in breve alla traccia indicata con bolli rossi e seguirla verso sinistra tagliando con vari saliscendi tutto il ripido pendio fino a raggiungere la verticale del Pilastro delle Placche Alte. Scendere sempre seguendo i bolli rossi, e con alcuni passi in arrampicata (attenzione) raggiungere il terrazzino di uscita delle Placche Alte attrezzato con catena per la corda doppia di 33 metri. Effettuata la calata, a piedi per tracce di passaggio ed esposte paretine da scendere in arrampicata, fino alla traccia, ora più agevole, che in breve conduce alla strada. 1 ora circa.


FOTO DELLA VIA DI SALITA



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