Mercoledì 30 Maggio 2018 ore 21:15 in Sede – Proiezione film

Proiezione del film: METANOIA

Un film su Jeff Lowe

METANOIA

Metanoia è un termine che indica una revisione del proprio pensiero, un cambiamento di prospettiva. Nella vita di Jeff Lowe è divenuta il nome di una via aperta in solitaria sulla facciata Nord dell’Eiger, durante la quale visse una profonda trasformazione interiore. Oggi una malattia degenerativa costringe Lowe a spostarsi in sedia a rotelle, ma non è riuscita a scalfire la forza che illumina ogni suo sguardo. La vita, gli amori e le sue incredibili imprese rivivono in questo film grazie ai numerosi materiali d’archivio e alle testimonianze dei suoi compagni. Nessuno era più riuscito a salire “Metanoia”, almeno fino agli ultimi giorni del 2016 quando il tedesco Thomas Huber e gli svizzeri Stephan Siegrist e Roger Schaeli sono riusciti nell’impresa arrivando in cima nella sera del 30 dicembre dopo un bivacco notturno.

 

Domenica 3 Giugno 2018 – Escursionismo

MONTE CATRIA – BALZA DEGLI SPICCHI (Pesaro-Urbino)

Tempo: 5 h; dislivello salita: 500 m; lunghezza: 10 km; difficoltà: EE
Partenza con mezzi propri alle ore 07:30.
Direttore escursione: AEA Giuseppe Fattori (Pippo) – Cell. 335.7675745
Escursione breve ma intensa. Cammineremo nel magnifico contesto del Monte Catria, monte più alto del territorio con i suoi 1701 metri di quota. Una volta saliti, dall’immensa croce della cima, scenderemo per affrontare la Cresta Aerea della Balza degli Spicchi. L’itinerario parte dalla Madonna degli Scaut (1459 m), sulla sella tra Acuto e Catria. Si prosegue per tratturo fino al Rifugio Vernosa (1503 m) ormai abbandonato. Il sentiero 200 SI (ex 56), in costante salita, ci porterà in cima al Catria. Dalla croce, parte il Sentiero CAI N° 252 che ci condurrà direttamente sul crinale della Balza degli Spicchi che percorreremo interamente, sul punto più alto del crinale per esile traccia non segnata. Nel tratto intermedio alcuni punti esposti, richiedono piede fermo e assenza di vertigini. Si arriverà ad incrociare una strada bianca a 1374 metri di quota che, ripassando per il Rifugio Vernosa, ci riporterà al punto di partenza. L’escursione si effettuerà solo in condizioni meteo ottime. Il direttore si riserva di selezionare i partecipanti.

 

Da Sabato 2 a Sabato 9 Giugno 2018 – Trekking

TREKKING NEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA

Direttore del trekking: ANE Renato Donati Cell. 338. 8985431
La Sila, più che una catena di montagne in senso stretto, è un dolce altipiano dove la cima più elevata è Monte Botte Donato (1928 m). La Sila, Selva Brutia dei Romani, è suddivisa nelle “tre Sile”: Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. Pochi si aspettano di trovare qui, nel profondo sud, immense foreste di conifere che si aprono solo per accogliere laghi cristallini, ma anche pascoli, praterie e radure fiorite, caratterizzate dalla presenza di una varietà di specie vegetali sia erbacee che arboree; di conseguenza in primavera le vallate sono tappezzate dalle eccezionali fioriture della primula, delle orchidee, dei crochi, dell’asfodelo, delle viole, del narciso. L’altipiano è in realtà un labirinto ondulato di valli separato da dorsali montuose che si estende su più di 150.000 ettari, con ambienti naturali che nulla hanno da invidiare a quelli alpini, perché ricchi di una grande varietà di specie animali e vegetali, non solo tipicamente meridionali, ma anche alpine e orientali. Le foreste, che ricoprono i monti quasi sempre fin sulla cima, hanno un valore speciale (per esempio il massiccio del Gariglione, il cui termine deriva da “cariglio” che in dialetto calabrese viene usato per denominare il cerro). Sono cattedrali di conifere, più esattamente di pino laricio, una specie così tipica da queste parti da essersi meritata il nome di pino silano, che coprono con un manto ininterrotto, tessuto anche da trame di faggio, la Sila Grande e la Sila Piccola e sfumano in boschi di latifoglie alle quote più basse e nella Sila Greca (così chiamata per gli influssi culturali orientali a cui fu soggetta). Le foreste di oggi non sono le originarie, distrutte tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, ma sono comunque di grande bellezza e valore. I Laghi Cecita, Arvo, Ampollino e Ariamacina sono bacini artificiali sfruttati per usi idroelettrici; essi accentuano l’impressione di trovarsi in un angolo alpino, circondati dall’endemico Pino Calabro (Pinus Nigra varietà Calabricus) che edifica consistenti conifere definibili come “scure”. Nelle loro acque, inoltre, nuotano trote, anguille, carassi, persico, etc.. La flora della Sila è costituita da: pino laricio, faggio, abete bianco, ontano nero e napoletano. Tra la fauna meritano di essere menzionati il lupo, e poi il capriolo, il gatto selvatico, tasso, martora, scoiattolo nero, cinghiale, lepre, volpe, picchio rosso, verde e nero, cincia, astore, nibbio, poiana, allocco, gufo comune e reale, riccio, salamandra dagli occhiali.